I gelsi in pianura bresciana

Istituto Comprensivo di Bagnolo Mella (Bs)
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I gelsi in pianura bresciana

I gelsi cominciarono a popolare la pianura bresciana nel cinquecento, secolo che sancii l’inizio dell’allevamento dei bachi da seta e la gelsi- bachicoltura che divennero protagonisti attivi dell’economia bresciana per molto tempo.
All’inizio il gelso erano localizzato un po’ ovunque, pensiamo che nel 1857 si calcolava in circa sei milioni di esemplari presenti nella Provincia di Brescia, ora invece la loro presenza è limitata solo in alcuni zone.

Oggi sul territorio della bassa bresciana ne sono rimasti circa mille, ultima testimonianza di quella che fu una delle principali fonti di integrazione del reddito per le famiglie contadine, soprattutto le donne del passato, grazie all’allevamento dei bachi, necessario per questi il fogliame del gelso stesso, in quanto erano la principale fonte di alimentazione per i bachi, ma anche per il bestiame.
Non possiamo dimenticarci di questi piante perché fanno parte del paesaggio della pianura, molti sono morti o sono stati tagliati, l’allevamento del baco è tramontato da mezzo secolo, le foglie non sfamano più i bachi da seta e i ragazzi dei nostri giorni nemmeno conoscono il sapore dolce del loro frutto.

Cerchiamo di salvare quelli rimasti, infatti la loro scomparsa definitiva sarebbe una perdita dal punto di vista naturalistico perché questi grandi alberi, con le tipiche cavità del tronco, sono spesso nei paesaggi monotoni di pianura, sito si nidificazione e riparo per uccelli preziosi e protetti come i rapaci notturni, quali l’allocco, la civetta e il picchio rosso.
Attualmente gli utilizzi del gelso non hanno una importanza paragonabile a quella che in passato ha avuto la bachicoltura, tuttavia è bene ricordare che i frutti sono commestibili ed hanno anche un sapore piuttosto gradevole per cui, soprattutto in passato erano usati come alimento, inoltre sono ottimi per la preparazione di squisite marmellate.
I frutti per la presenza di pectine sono leggermente lassativi; contengono poi vitamina A e C, calcio, fosforo, gomme e tannini, ad azione astringente, che li rendono utili contro la tosse ed i catarri bronchiali.

Le foglie per la loro attività diuretica sono utilizzate contro la formazione di edemi, ed alcuni autori gli attribuiscono una attività febbrifuga.
L’estratto ottenuto dalle foglie sembra avere azione riequilibrante del metabolismo cellulare e in grado di far diminuire il contenuto di colesterolo e grassi nel sangue.
In fitoterapia viene principalmente utilizzato come ipoglicemizzante e antianemico. Studi clinici hanno dimostrato come, in seguito alla somministrazione di estratti di foglie di gelso nell’uomo normoglicemico la glicemia si abbassa in modo sensibile, mentre nei casi di iperglicemia si ha un effetto ancora più marcato; non si conosce però esattamente il meccanismo di azione. L’azione antianemica è invece dovuta alla presenza di composti essenziali per la ematopoiesi tra cui l’acido folico.
La corteccia è utilizzata come antinfiammatoria per le vie respiratorie e come stimolante della motilità gastrointestinale.

Dal punto di vista alimentare il frutto migliore è sicuramente quello del gelso nero, che per il suo sapore dolce e gradevole potrebbe tranquillamente essere mangiato anche al naturale una volta raggiunta la maturità, cioè quando ha assunto un colore viola scuro quasi nero, tuttavia più spesso si preparano marmellate e sciroppi, e per la presenza di una discreta quantità di zuccheri si possono ottenere, per fermentazione, delle bevande alcoliche.
Costruire un parco speciale per soli gelsi sarebbe un monumento vivente ad onore di una pianta benemerita che tanto ha dato alle generazioni scomparse è un modo semplice di farne conoscere i meriti ai giovani e ai bambini che lo ignorano. Oltre al parco deve essere iscritto al libro degli alberi da tutti i comuni (come fa il comune di Borgosattolo che essendo da molti anni al centro di una forte urbanizzazione, data della sua vicinanza alla città di Brescia, e dal forte sviluppo riesce a conservare in alcuni delle sue zone caratteristiche paesaggistiche che sono tipiche della storia agricola bresciana) per salvali dal rischio d’estinzione…

Dopo tutto, con la sua scorza rugosa e le foglie verde brillante, la presenza di un gelso è sempre rassicurante e infonde serenità.

I Gelsi nella poesia

La sera fiesolana

Di: Gabriele D’annunzio
Tratto da: Le Laudi

Fresche le mie parole ne la sera
ti sien come il fruscio che fan le foglie
del gelso nella man di chi le coglie
silenzioso e ancor s’attarda a l’opra lenta
su l’alta scala che s’annera
contro il fusto che s’inargenta
con le sue rame spoglie
mentre la luna è prossima a le soglie
cerule e par che innanzi a sé distenda un velo
ove il nostro sogno si giace
e par che la campagna già si senta
da lei sommersa nel notturno gelo
e da lei beva la sperata pace
senza vederla.

Laudata sii pel tuo viso di perla,
o Sera, e pe’ tuoi grandi umidi occhi ove si tace
l’acqua del cielo!

 

Analogie con la Pianura bresciana

Considerando la similitudine dei territori, (Fiesole si trova in Maremma, la pianura toscana) D’Annunzio ha voluto rappresentare i Gelsi come albero tipico delle zone pianeggianti. Così come in Lombardia, anche in Toscana il Gelso veniva utilizzato per delimitare i confini delle proprietà fondiarie.